giovedì 31 gennaio 2013

Resoconto lezioni


Le lezioni del laboratorio di metodologia e tecnica del gioco  e dell’animazione si sono svolte in un clima decisamente giocoso.
Infatti, nel laboratorio abbiamo sperimentato noi stessi, futuri educatori, il gioco come forma di educazione e come modalità per raccontare e per raccontarsi.
Noi studenti, ci siamo raccontati attraverso una modalità virtuale: ogni settimana dovevamo svolgere delle missioni, che avevano una scadenza, e dovevamo pubblicarle su un apposito blog (Giocare in Unimol) creato dal professor Bruni e a cui noi facevamo riferimento.
Anche noi abbiamo aperto un blog personale su cui dovevamo pubblicare le missioni.
L’apertura del blog è stata la prima missione, che ci ha dato 500 punti di partenza. Personalmente, già da questa missione ho compreso che avrei imparato molto del mondo virtuale da questo laboratorio, mondo che per me era un po’ ‘ignoto’; infatti, non avevo mai aperto un blog.
Sempre durante la prima lezione, abbiamo svolto, a gruppi, un gioco di socializzazione: il gioco dell’oca in versione gioco della vita, in cui ogni casella ci permetteva di raccontarci. Questo gioco ha ‘rotto un po’ il ghiaccio’ e ci ha permesso di socializzare.
Durante le lezioni successive il professore ci ha permesso di socializzare con il mondo della creatività e della fantasia, importantissime nei GIOCHI, prendendo spunto anche un po’ da Gianni Rodari e dalla sua Grammatica della fantasia. Infatti, ci siamo impegnati a creare anagrammi (con il proprio nome), acrostici (con la sigla Unimol) e racconti (seguendo il criterio del binomio fantastico).
Io apprezzo molto Rodari e quindi mi sono divertita tanto. Non c’e niente di più bello che provare in prima persona ciò che poi si farà sperimentare ai bambini. Infatti, credo che una maestra debba auto educarsi per poter educare autenticamente.
In seguito, durante una lezione il professore ci ha proposto qualcosa di molto interessante: durante la lezione sul computer del professore scorrevano foto antiche di persone che non conoscevamo, ‘vecchie’ di un secolo … Cosa succedeva? Bhè, avevamo a che fare con le empatie digitali … Il professore ci stava facendo vedere le persone di diversa epoca in cui ci saremmo dovuti immedesimare!
Ognuno di noi ha scelto una foto e la missione consisteva nell’immaginare ciò che quelle persone stavano sentendo o pensando nel momento in cui la macchina fotografica ha immortalato per sempre la loro immagine, portandola fino a noi … È stata una missione davvero interessante … provare ad estraniare se stessi per far diventare se stessi l’altro, lo ‘straniero’.
Nelle lezioni successive, il professore ci ha illustrato i vari tipi di giochi (cooperativi, di presentazione, vitalizzanti, di conflittualità).
In aula, abbiamo sperimentato un gioco di conflittualità, che consisteva in un confronto tra gruppi, modulato dall’altezza delle voci; in aula ci siamo divisi in due gruppi, quello molisano e quello pugliese e attraverso dei referenti abbiamo creato una pseudo – lite, sul tema della presenza pugliese nell’unimol … È stato un gioco davvero divertente e abbiamo riso tanto … Penso a quanto potrebbero divertirsi i bambini, dato che noi ci siamo divertiti così tanto.
In seguito, nelle altre lezioni abbiamo visto come si può giocare con le linee e i puntini, creando immagini e figure davvero belle … sull’esempio del grande Munari.
Nelle ultime lezioni ci siamo presentati scrivendo di noi stessi in modo breve, chiaro e anche divertente sul nostro blog e su quello del laboratorio … E credo che dopo questo laboratorio abbiamo scoperto qualcosa in più di noi stessi … la nostra parte più giocosa e divertente!

Pertanto, penso che questo laboratorio sia stato molto interessante, proprio per aver permesso a noi futuri educatori di sperimentare il gioco, cogliendo tanti aspetti di esso, come la creatività, la fantasia, la narratività e infine la possibilità, di cui nessuno potrà mai privarci, di sentirci un po’ bambini e di sorridere …  

Nessun commento:

Posta un commento