sabato 10 novembre 2012
Presentazione in 140 battute
Ciao a tutti! Mi chiamo Elena, sono orgogliosamente molisana e quello che voglio fare nella vita è diventare autenticamente maestra.
sabato 3 novembre 2012
Caccia al tesoro
1) Trova nel tuo gruppo di classe un bambino o una bambina a cui piace il tuo stesso cartone animato.
2) Trova nel tuo gruppo di classe un bambino o una bambina che ha almeno un nonno o una nonna con lo stesso nome di uno dei tuoi nonni.
2) Trova nel tuo gruppo di classe un bambino o una bambina che ha almeno un nonno o una nonna con lo stesso nome di uno dei tuoi nonni.
domenica 28 ottobre 2012
domenica 14 ottobre 2012
Storia della palla “blog-blog”
Ad Isernia era appena iniziata la scuola
e i bambini i primi giorni avevano ancora l’opportunità di passare i pomeriggi
del doposcuola a giocare con i compagni, nei cortili delle case o per le strade
della cittadina.
Infatti, i compiti ancora non erano
stati assegnati e il sole riscaldava con generosità i pomeriggi settembrini.
In particolare, vi era un gruppo molto vivace
di quattro bambini di otto anni che si trastullavano fra un gioco e l’altro,
scorazzando per le stradine di Isernia.
I bambini si chiamavano Francesco,
Vincenzo, Michele e Antonio e abitualmente si dilettavano con le partite a
pallone, con i videogiochi o con le figurine.
Ma quello che preferivano fare era
giocare a pallone da soli o con gli altri bambini.
Erano stati sempre ammaliati dalla
forma perfetta della palla e dal suo potere rimbalzante.
Il guizzo che faceva nel momento in cui
veniva colpita con il piede, con la testa , con la mano o con qualsiasi altra
parte del corpo con cui riuscivano a colpirla era per questi bambini
strabiliante.
Proprio per questa ragione,
acquistavano spesso palle dal loro negoziante di fiducia, Mario, che aveva un piccolo
negozio di balocchi nel centro storico.
Era arrivato il momento di cambiare
palla e così Francesco, Antonio, Vincenzo e Michele decisero di andare dal
signor Mario. Questa volta, volevano una
palla colorata, bella e lucida, ma non trovarono quello che volevano, o, per
meglio dire, non la trovarono da Mario…
Infatti, stavano tornando dal negozio
dei balocchi, delusi per non aver trovato ciò che volevano, quando all’improvviso
iniziarono a sentire un rumore strano che faceva «blog - blog», «blog - blog».
Guardarono attorno a loro e videro una
palla rossa che rimbalzava di qua e di là.
Si aspettavano di vedere dei bambini che
correvano dietro la palla ma non videro nessuno.
Così, dato che la palla era molto
bella, decisero di prendersela.
Francesco, tese la mano per afferrarla,
ma la palla continuò a rimbalzare facendo «blog - blog», «blog - blog», «blog -
blog».
Per i bambini era strano questo rumore,
perché tutte le altre palle facevano «zum - zum», «zum - zum», invece questa
faceva «blog - blog», «blog - blog» e questa particolarità incentivava il
desiderio di averla.
Ma la palla scappava, finchè dopo
essersi stancata si fece prendere daqi bambini che, contenti e soddisfatti,
cominciarono a giocarci spingendola con i piedi.
Ma la palla incominciò a dire: «Ai –
ai, mi fate male!».
I bambini, stupiti, si fermarono,
guardarono la palla e scoprirono che parlava.
«Ciao, io mi chiamo Rossella perché sono
rossa e voi?»
I bambini si presentarono meravigliati
e anche un po’ impauriti, ma presero subito confidenza con Rossella, che presto
chiese loro: «Mi riportate a casa?».
«Ma dove è la tua casa?» chiesero i
bambini.
La palla disse: «La mia casa è in
biblioteca».
Così, andarono in biblioteca, e la
palla li accompagnò in mediateca, dove c’erano dei computer e disse: «Ecco la
mia casa, sono uscita da lì, ma non riesco più a rientrare, mia madre mi starà
cercando!»
«Ma la tua casa è il computer, quella
scatoletta lì?», chiesero i bambini meravigliati.
«Si, è proprio quella … ero incuriosita
da questo mondo, che vedevvo da lì dentro ogni volta che accendevano la
scatoletta e così stamattina ho fatto un grande balzo e senza che nessuno mi
vedesse sono uscita fuori!».
«E come facciamo a farti rientrare?»
«Non lo so …».
Allora i bambini iniziarono a lanciare
la palla contro lo schermo, ma la palla dopo essere rimbalzata sullo schermo
finiva sulla testa dei bambini.
Finché, dopo vari tentativi, la palla,
casualmente, rimbalzò sul bottone di accensione del pc e all’improvviso sparì
in un rumoroso “blog”.
I bambini contenti, ma anche un po’ dispiaciuti
per la palla che non c’era più, incominciarono a incuriosirsi e per la prima volta quella scatoletta, di cui la maestra parlava
sempre, destò in loro curiosità.
Così incominciarono a esplorare il
computer per cercare Rossella e dopo tanto la trovarono, ma oltretutto nei
giorni seguenti a scuola mostrarono di avere ottime capacità nell’utilizzare il
pc, che diventò il loro passatempo preferito.
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